Il cibo nello Spazio: le due video-interviste di AerCast
La sesta edizione del Festival dello Spazio di Busalla, svoltosi a Villa Borzino dal 30 giugno al 3 luglio 2022, ha avuto come tema scientifico principale il cibo nello Spazio. Sabato 2 luglio è stata la giornata dedicata a questo importantissimo argomento. AerCast, partner tecnico della rassegna, ha video-intervistato due fra gli illustri relatori in palinsesto: Stefania De Pascale, dell’Università di Napoli Federico II e Fabio Tognetti di Coldiretti.
L’importanza del cibo nello spazio
La Nasa, presentando la missione Artemis, ha annunciato che nel 2024 si ritornerà sulla Luna, questa volta per restarci e per farne un trampolino di lancio verso Marte, dove si immagina di arrivare entro il 2040.

Si tratta di obiettivi condivisi anche dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Tutto ciò sarà impossibile da realizzare senza la produzione in loco di cibo fresco. Oggi gli astronauti possono contare, per la loro nutrizione, sui cibi liofilizzati e su quelli spediti dalla Terra. Per quanto riguarda i primi, il loro consumo non copre il fabbisogno individuale di sali minerali (in particolare potassio) e di vitamine (in particolare dei gruppi B,C e K) e non soddisfa neppure il lato psicologico legato al cibo. Infatti, manca completamente l’aspetto della convivialità, così come la possibilità di toccare, vedere e assumere alimenti “naturali”, che, soprattutto durante lunghe permanenze lontani dalla “madre Terra”, può diventare un’esigenza irrinunciabile.
Per quanto riguarda, invece, le provviste alimentari che arrivano dal nostro pianeta, le distanze che possono percorrere sono limitate e non è fattibile rifornire di cibo terrestre colonie lunari, o addirittura marziane.
Ma la coltivazione di piante nello spazio è di fondamentale importanza anche per la produzione di acqua e ossigeno, attraverso sistemi detti biorigenerativi in grado di ricreare su piccola scala quello che avviene su larga scala sulla Terra.
«La capacità di garantire un adeguato nutrimento agli astronauti sarà imprescindibile per la loro sopravvivenza, la loro salute e il loro benessere psico-fisico – osserva Franco Malerba –. Lontano dalla Terra diventa necessario coltivare piante, riciclare ogni rifiuto in concime, ricostituire lo scambio di risorse, di ossigeno e di CO2 tra mondo vegetale e mondo animale. Realizzare, dunque, un’economia circolare spinta al massimo grado, non potendo più contare su rifornimenti diretti dalla Terra».
Le video-interviste di AerCast
Nella video-intervista realizzata a Villa Borzino dalla squadra di AerCast, FabioTognetti, consulente nei programmi di qualità dell’olio di Unaprol (Unione Nazionale tra le Associazioni di Produttori di Olive), illustra il programma di ricerca sulla Stazione Spaziale Internazionale dedicato all’olio Evo (extravergine d’oliva) italiano. Questo progetto, denominato “Extra Virgin Oil in Space”, nasce da un accordo fra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) con CREA (Consiglio per la ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria) in collaborazione con Unaprol e si allaccia alla missione scientifica “Minerva” con protagonista Samantha Cristoforetti.
L’obiettivo è quello di sperimentare l’olio italiano nell’ecosistema della Stazione Spaziale, ovvero in assenza di gravità e soprattutto in presenza di radiazioni e di valutarne, alla fine dei 18 mesi di sperimentazione, i benefici nella dieta degli astronauti e l’influenza della permanenza a bordo sotto il profilo chimico e sensoriale.
Nella seconda video-intervista che AerCast dedica al tema del cibo nello Spazio, Stefania De Pascale, professoressa di Orticoltura e Floricoltura all’Università di Napoli Federico II, parla dei sistemi biorigenerativi per il supporto alla vita nello Spazio basati sulle piante superiori.
Le piante, in quanto organismi primari, sono decisive per garantire la vita e la sopravvivenza degli astronauti nelle lunghe permanenze spaziali a distanze enormi dalla Terra.

La loro presenza garantirebbe non soltanto l’apporto di cibo naturale, ma anche la produzione di ossigeno, attraverso la fotosintesi, e di acqua pulita, quindi potabile, attraverso la traspirazione. Un fantastico ciclo chiuso completamente autosufficiente.“Piante nello Spazio: più spazio alle piante sulla terra”, questo lo slogan della professoressa De Pascale, per sottolineare l’importanza delle ricerche in questo settore, perché più si progredirà con gli studi in ambiente spaziale, più sarà possibile colonizzare “vegetalmente” anche luoghi estremi sulla Terra.
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