Video-intervista ad Amalia Ercoli-Finzi, la “Signora delle Comete”
Amalia Ercoli-Finzi, accademica, scienziata e ingegnera aerospaziale di notorietà internazionale, è stata ospite al Festival dello Spazio di Busalla 2022, che si è svolto dal 30 giugno al 3 luglio nella splendida cornice di Villa Borzino. AerCast, partner tecnico della manifestazione, l’ha accolta nel suo POD, dove è stata intervistata da Franco Malerba.
Chi è Amalia Ercoli-Finzi
Amalia Ercoli-Finzi è una delle personalità più importanti a livello internazionale nell’ambito delle scienze e delle tecnologie aerospaziali.
Da sempre appassionata di scienza, nel 1961 è stata la prima donna in Italia a conseguire la laurea, presso il Politecnico di Milano, in Ingegneria Aeronautica (il corso di Ingegneria Aerospaziale non esisteva ancora).
Ma il 1961 è anche l’anno in cui Jurij Gagarin, il primo uomo a volare nello spazio, ha dato inizio, di fatto, all’era spaziale.
La neolaureata Ercoli-Finzi, intuendo l’importanza che la ricerca scientifica e ingegneristica avrebbe potuto avere in questo campo, ha iniziato fin da subito a interessarsi allo Spazio. È diventata così docente del corso di Meccanica Orbitale al Politecnico di Milano (successivamente ricoprirà il ruolo di Direttrice di Dipartimento), e ha iniziato a collaborare prima con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), poi con l’Agenzia Spaziale Europea (European Space Agency – l’ESA), e, infine, con la NASA (National Aeronautics and Space Administration).
Molti i suoi studi e le sue pubblicazioni, così come i riconoscimenti e i ruoli istituzionali che ha ricoperto e ricopre tuttora, a livello internazionale.
Anche dopo il ritiro dall’insegnamento, ha continuato a collaborare con il Politecnico di Milano, realizzando alcuni importanti studi sulla possibilità di atterraggio di un equipaggio umano su Marte e di realizzazione di un orto botanico sulla Luna.

Le missioni spaziali
Amalia Ercoli-Finzi ha collaborato al compimento di varie missioni spaziali. Sicuramente, però, quella a cui è più legata è la missione Rosetta, che ha rappresentato un esempio di grandissima capacità europea.
Iniziata nel 2004 e conclusasi nel 2016 a opera dell’ESA, Rosetta ha reso possibile, per la prima volta, l’atterraggio di una sonda su una cometa.
Ci sono voluti ben 11 anni perché la sonda raggiungesse la stessa velocità della cometa e potesse avvicinarsi al corpo celeste, così da consentire l’atterraggio. L’ingegnera Ercoli-Finzi e il suo staff avevano il duplice compito di realizzare dei pannelli solari che potessero alimentare Rosetta nel suo viaggio alla rincorsa delle comete e di costruire un “trapanino” in grado di perforare il terreno e ricavarne dei campioni.

La loro quasi incredibile sfida consisteva nel fatto che tale strumentazione sarebbe stata attivata addirittura 10 anni dopo il lancio! Nel novembre 2014 la sonda Rosetta raggiunse la Cometa 67P / Churyumov–Gerasimenko, chiamata amichevolmente Cigino dagli “osservatori terrestri”, come rivela la stessa Ercoli-Finzi nell’intervista.
La grande scienziata ironizza anche sulle caratteristiche estetiche di Cigino: «Non era tanto bello; assomigliava a una scamorza…». Dopo alcune orbite effettuate insieme alla cometa, la navicella fece atterrare il Lander Philae con a bordo la trivella realizzata dalla Ercoli-Finzi.
Al suo interno erano contenuti 26 fornetti in grado di processare in tempo reale le sostanze ricavate dal suolo e trasferire immediatamente agli scienziati le informazioni sulla loro composizione. La missione Rosetta è stata un grande successo e ha confermato la teoria che le comete siano le ambasciatrici della vita.
Infatti, una delle scoperte più significative è stata trovare nel suolo di “Cigino” la presenza di un tipo di aminoacido, il più semplice, ma che può essere definito il mattone della vita.
L’interesse della Ercoli-Finzi non si ferma alle comete, ma si spinge fino a Marte, pianeta su cui si ipotizza la possibilità futura di vita umana. L’ingegnera ritiene che alla profondità di 2 metri sotto il suolo di Marte si potrebbe forse vivere e, con la sua solita simpatica ironia, chiosa: «L’acqua c’è, ne abbiamo la prova, il sale c’è, gli spaghetti li portiamo noi… Quindi non c’è nessun motivo per non andarci, su Marte!».
Purtroppo, però, la missione ExoMars, che avrebbe dovuto portare sul Pianeta Rosso il primo veicolo europeo, con a bordo un rover chiamato “Amalia” in onore della Ercoli-Finzi, è stata sospesa. La missione sarebbe dovuta partire a settembre 2022, ma… è stata progettata dall’ESA in collaborazione con l’Agenzia russa Roscosmos.
Dopo l’invasione dell’Ucraina da parte del Cremlino, il Consiglio dell’ESA, riunitosi a Parigi il 17 marzo di quest’anno, ha pubblicato una breve nota in cui ha dichiarato: «Pur riconoscendo l’impatto sull’esplorazione scientifica dello Spazio, l’Agenzia si è pienamente allineata alle sanzioni imposte alla Russia dai suoi Stati membri… Il Direttore dell’ESA condurrà uno studio industriale accelerato per trovare le migliori opzioni disponibili per far ripartire ExoMars». “Amalia” dovrà così attendere ancora il suo atterraggio sul Pianeta Rosso!
Amalia Ercoli-Finzi al Festival dello Spazio di Busalla 2022
Amalia Ercoli-Finzi è stata ospite al Festival dello Spazio 2022 all’interno della rassegna Spacebook, la libreria dello Spazio, a cura di Massimo Morasso. In quest’occasione la Ercoli-Finzi ha presentato il suo libro Oltre le stelle più lontane (Mondadori, 2021), scritto a quattro mani con la figlia Elvina.
La storia narrata è quella di una famiglia, a partire dagli anni del dopoguerra, che è costretta a confrontarsi con la società dell’epoca, in cui ancora molte cose non erano adatte alle ragazze, e in cui le donne erano spesso vittime delle proprie stesse paure e di una sorta di fatalismo immobilizzante, nella continua attesa di essere salvate.
La piccola e caparbia Amalia, invece, lontana da timori o false speranze, sfida con impegno e determinazione questo mondo ostile e dedica la sua vita allo studio dell’Universo.
Tanti anni dopo, un’altra donna, sua figlia, forte di un esempio encomiabile, ripercorre con successo le orme della madre nel campo delle scienze, conseguendo una doppia laurea con lode al Politecnico di Milano e all’Ensta di Parigi e un dottorato di ricerca in Ingegneria Nucleare.

“Oltre le stelle più lontane” racconta, in fondo, una storia d’amore intima e appassionante, ed è un invito a seguire le proprie inclinazioni, per brillare come le stelle più luminose.
«In quel momento mi resi conto per la prima volta che eravamo eccezionali. Avevamo cervello e cuore, cioè intelligenza e sentimento. Con questo patrimonio avremmo potuto fare cose straordinarie e diventare “padrone dell’Universo”. Bastava imparare a guardare oltre le stelle più lontane.»
L’intervista di Franco Malerba ad Amalia Ercoli-Finzi, realizzata da AerCast nel suo POD allestito a Villa Borzino, è disponibile online e sarà un altro importantissimo contenuto fra quelli che andranno a formare il nascente archivio storico digitale del Festival dello Spazio di Busalla.
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