La rivoluzione del podcast: un altro modo di fare branding
Nel 2020 la multinazionale Ipsos, leader mondiale nelle ricerche di mercato, ha rilevato che il 30% degli italiani ha ascoltato un podcast nell’ultimo mese, attestando un tasso di crescita del +4% rispetto al 2019, che corrisponde al tasso di crescita più elevato nell’ambito dei digital audio.
Elaborando una stima generale, si può affermare che ci siano 8,5 milioni di ascoltatori mensili di podcast in Italia. È anche aumentato considerevolmente il tempo di permanenza all’ascolto per l’intera durata del podcast, risultato ottimale in un mondo dove prevale la fruizione “mordi e fuggi”. Questo incremento si colloca al 61% (era il 45% nel 2019); ciò significa una crescita notevole della capacità di engagement del podcast.
Cos’è un podcast
I podcast sono file audio digitali diffusi via internet e fruibili attraverso computer, smartphone, tablet ed altri device.
Il termine deriva da una libera fusione di “iPod” (il supporto fisico di Apple, creato nell’ottobre 2001, che per un decennio ha avuto il monopolio assoluto sulla distribuzione di audio digitali) e “cast” (dall’inglese “spargere”, “diffondere”, già usato un secolo prima per coniare la parola “broadcast”, che identifica la trasmissione radiofonica di massa via etere).
La fruizione di un podcast non dipende da un sistema operativo né da un browser particolare. I contenuti dei podcast infatti si possono ascoltare online ed offline dalle principali app e piattaforme a disposizione sui diversi device.

Per ascoltare un podcast è necessario dotarsi di:
- un device connesso a internet
- un applicazione per l’ascolto
- eventuali abbonamenti per la fruizione offline.
I podcast infatti dopo essere stati scaricati, possono essere ascoltati anche offline in qualsiasi momento.
Ciò comporta il grande vantaggio da parte dell’utente di non dover essere connesso alla rete in fase di ascolto e poter fruire del podcast nella sua qualità migliore per esempio anche durante un viaggio.
Differenze fra podcasting e streaming
Nel 2004 il giornalista Ben Hammersley affronta il nascituro fenomeno del podcasting in un articolo del “The Guardian”, ipotizzando alcuni nomi per definire la nuova moda: “Ma come possiamo chiamarla? Audioblogging? Podcasting? Guerilla Media?”
È proprio in questo periodo che il podcasting inizia la sua inarrestabile diffusione.

Si definisce podcasting la somma delle tecnologie e delle operazioni riguardanti il download automatico in rete di file di diversa natura, detti podcast, attraverso un’infrastruttura di trasmissione dati e un programma di aggregazione di contenuti.
Si definisce streaming o flusso multimediale, un flusso di dati audio/video provenienti da una sorgente e trasmessi a una o più destinazioni per via telematica. Lo streaming può essere in modalità “registrata”, fruibile on demand, oppure in modalità “dal vivo”, fruibile in diretta.
La principale differenza fra il podcasting e lo streaming, a tutto vantaggio del primo, consiste nella sempre maggiore libertà da parte dell’utente nella scelta di quando e di cosa ascoltare.
Infatti, iscriversi ad un podcast, consente all’utilizzatore di acquisire file riproducibili anche offline e di avere a disposizione un gran numero di fonti a cui attingere.
L’ascolto di audio in streaming su internet, anche in modalità on demand, obbliga l’utente a una connessione durante la riproduzione del file e offre soltanto la fruizione di una risorsa alla volta, mentre il podcasting ha come punto di forza proprio la capacità di ricevere automaticamente pubblicazioni da fonti multiple.
Inoltre, anche se esiste la possibilità di registrare i programmi in streaming, la loro natura transitoria li differenzia notevolmente dai programmi podcast, che arrivano già in formato compresso sul nostro computer.
Fare branding con i podcast

I podcast possono essere utilizzati efficacemente anche per promuovere i valori di un’azienda o di un prodotto. Il branded podcast, infatti, è sempre più utilizzato come mezzo di comunicazione e digital marketing soprattutto perché stimola l’utente all’azione.
Si è rilevato che ben l’81% dei fruitori di podcast a fine ascolto compie un’azione verso il brand, che può consistere nella ricerca di un prodotto online, o nella richiesta di un contatto sui social media oppure semplicemente nel far conoscere il podcast e quindi il brand ad altri.
AerCast ha compreso la potenzialità di questo nuovo canale di comunicazione e lo ha inserito nelle sue proposte e nelle sue attività.
Un esempio di tutto rispetto sarà la creazione di una serie di podcast a tema “spaziale” con protagonista Franco Malerba, il primo astronauta italiano della storia.
Questa interessante esperienza consegue dalla partecipazione di AerCast al Festival dello Spazio di Busalla 2022 (Villa Borzino, 30 giugno – 3 luglio) come partner tecnico della manifestazione, per la produzione di video-interviste, video-teaser e set fotografici.
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