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L’importanza comunicativa della fotografia pubblicitaria 

Si sente spesso dire che la tecnologia ci abbia reso un po’ tutti fotografi. Questo è drammaticamente vero e falso allo stesso tempo. E il punto più importante forse risiede altrove. Non si tratta semplicemente di stabilire se l’avvento di smartphone e fotografia digitale, semplificando incredibilmente le tempistiche e le modalità di sviluppo delle immagini catturate, ci abbia reso o meno fotografi ma di chiedersi perché proprio quella tecnologia sia entrata così pervasivamente nelle nostre vite tanto da cambiare alcune abitudini (tutti abbiamo, almeno una volta, fatto una foto al piatto appena posato dal cameriere per condividerla o postarla da qualche parte).

Il punto allora non è tanto chiederci se siamo tutti fotografi, e la risposta è bene ribadirla. 

No, non lo siamo. Quanto capire il vero valore e la reale centralità della fotografia e dell’immagine nelle nostre vite. Ciò che ha guidato lo sviluppo di tecnologie sempre più semplici e rapide da utilizzare è stato proprio il bisogno di fissare momenti nella memoria individuale, di gruppo o di famiglia. Perché è proprio nel ricordo di un’immagine e nella storia che ci racconta che diamo un senso alla nostra esperienza.

I dati di utilizzo di piattaforme social come Instagram parlano da soli, nel 2021 è stato superato il miliardo di utenti attivi.

importanza comunicativa della fotografia pubblicitaria

Con lo sviluppo di tecnologie digitali di sempre più ampio e facile utilizzo, però, ha anche iniziato a farsi strada una certa idea. Proprio questa facilità nel realizzare e condividere foto ci ha portato a credere che, di conseguenza, anche fare foto fosse semplice.

Anche la fotografia, oggi a disposizione di tutti, ha visto il mestiere che ne deriva venire trascinato in quella corsa alla velocità che caratterizza i nostri giorni. Si è infatti portati a credere che basti avere uno smartphone per scattare delle buone foto e realizzare il materiale fotografico per campagne pubblicitarie, sia online sia offline.

Proprio questa velocità ci porta però a dimenticare che l’immagine ha una forza evocativa molto potente, basti pensare ai fotografi i cui scatti hanno cambiato la società e la storia. L’immagine, e quindi la fotografia, è portatrice di un valore. Un’immagine deve comunicare sempre qualcosa di più di se stessa, o dovrebbe almeno provarci. Per questo oggi vediamo profili Instagram, Facebook, Food e Travel Blog che non riescono a toglierci quella sensazione di già visto.

La bravura di un professionista della fotografia sta dunque nel raccontare qualcosa di più autentico. Si tratta di un aspetto che nell’ambito della fotografia pubblicitaria è ben noto. Nel marketing e nella pubblicità solo professionisti con studi ed esperienza concreta possono dare vita ad immagini realmente iconiche, capaci di imprimersi nell’immaginario collettivo.

In ambito pubblicitario riusciamo immediatamente a percepire una differenza tra una foto piatta, senza un vero contenuto, da una con una reale potenza espressiva. Una grande difficoltà è proprio questa, riuscire ad emozionare attraverso l’immagine di un prodotto. Per farlo è necessario che l’immagine racconti di più, ad esempio una storia, valori, aspirazioni o ideali verso cui consciamente o inconsciamente tendiamo.

È opportuno quindi non lasciare nulla al caso e, al contrario, studiare un’immagine che riesca ad esprimere l’essenza del prodotto e il nostro legame con esso. Assieme ad un dialogo costante con la parola questo è un punto di partenza essenziale per concepire campagne pubblicitarie e di comunicazione realmente d’impatto.

Come AerCast, è una consapevolezza che abbiamo maturato con l’esperienza sul campo. Per natura, gli esseri umani riescono ad elaborare solo una quantità limitata di informazioni ma un’immagine riesce a veicolarne tantissime contemporaneamente. Molto di una campagna pubblicitaria dipende quindi dallo studio delle immagini, dalla cura per i dettagli e dalla scelta della giusta storia da raccontare.

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