Passione per il cinema e audiovisivo. Intervista a Eva Olcese

Passione per Cinema e Audiovisivo | Intervista a Eva Olcese

Allora Eva, parliamo un po’ di te. Qual è il tuo percorso?

Mi chiamo Eva Olcese, ho 24 anni, sono nata a Genova e sto finendo di studiare presso la facoltà di Lettere Moderne. A febbraio 2021 però ho iniziato a frequentare un Corso di Montaggio Cinematografico e Televisivo. Il cinema è sempre stato infatti una delle mie più grandi passioni, cresciuta di pari passo con la partecipazione a vari festival. Ho iniziato con il Giffoni Film Festival, il festival di cinema per ragazzi più famoso d’Italia, poi ho continuato con varie partecipazioni a Locarno, alla Biennale di Venezia attraverso l’accredito studenti e infine come giurata giovane di alcuni festival di corti come il Concorto Film Festival e il Carbonia Film Festival.

Negli scorsi anni ho approcciato il cinema più dal punto di vista analitico che pratico, ho fatto anche due Summer School in critica cinematografica: una con Fata Morgana, l’altra con la redazione di Filmidee presso la Scuola Civica di Cinema Luchino Visconti. Quest’anno volevo passare dal punto di vista di chi lavora nel cinema.

Quando inizia la tua passione per il cinema?

Prima ero una grande lettrice. Poi c’è stato uno switch verso i sedici anni, a partire da quel momento ho iniziato a mettere da parte i libri e a vedere film su film. Interessarmi ai festival. Nel 2017 sono andata alla mia prima edizione del Giffoni come giurata.

Eva Olcese cinema e audiovisivo

Come si diventa giurati a un festival del cinema?

Ogni volta il metodo cambia. Gli ultimi bandi da giurata li ho vinti scrivendo recensioni. Per quanto riguarda Giffoni, dove sono tornata per molti anni, ricordo che un anno per esempio dovevi mandare una videorecensione al mese, in base al tema stabilito, un altro anno la selezione è invece avvenuta ad estrazione. Ogni anno cambiava perché facevano domanda un sacco di ragazzi da tutta Italia (ma non solo). È stato un buon posto in cui crescere: mi sono ritrovata in un paesino a mezz’ora da Salerno che, nei dieci giorni di festival, si animava con l’arrivo di star internazionali e registi.

Avevo la possibilità di fare loro delle domande, partecipare ad anteprime nazionali e al mattino assistevo alla proiezione di corti e lungometraggi e ne dibattevo con i miei coetanei. È stata una formazione sul campo (la possiamo chiamare informale?), ma si tratta sicuramente di uno dei banchi dove ho imparato di più e con più piacere.

Come sei arrivata ad AerCast?

In occasione del Corso in Montaggio proposto dalla Fassicomo, era previsto che facessi uno stage di formazione. Così sono entrata in contatto con Giulio, che mi ha affidato la parte audiovisiva del progetto AerCast. Per AerCast mi sono occupata in particolare della Casting Week, durante il Digital Fiction Festival, dove ho affiancato Filippo Scalisi nell’allestimento e nella ripresa dei casting, dopodiché mi sono occupata in modo autonomo del montaggio dei casting che sono entrati nel catalogo di GFLC per permettere ai registi e alle produzioni che vengono in Liguria di conoscere i professionisti del settore.

Poi ho anche partecipato alle riprese di beauty per l’Academy di ISHI: abbiamo fatto prima una registrazione con il programma OBS Studio, poi una seconda ripresa con un sistema a due luci nella Sala Solimena. In quelle occasioni, oltre ad aiutare nell’allestimento del set, ho svolto il ruolo della segretaria di edizione. Un ulteriore servizio per l’agenzia cui ho lavorato è la logo animation per ISHI Academy e AerCast. Sono ancora al lavoro per quello di AerCast perché il progetto è molto ambizioso per le mie attuali conoscenze. Il corso ci ha dato le basi di After Effects e di varie materie dalla produzione alla sceneggiatura fino al color grading, ma per arrivare ad un’animazione professionale dovrei studiare. Ci proviamo!

Eva olcese e filippo scalisi

Questa esperienza ti ha aiutato a fare più chiarezza sulla tua futura strada?

Ho tre grandi ambizioni in tre direzioni diverse. Quella di passare dal lato di chi lavora nel cinema e lavorare come colorist, quella occuparmi di produzione cinematografica e quella di diventare selezionatrice e programmatrice di festival.

In generale il mio atteggiamento è sempre stato quello di una persona che vuole stare dietro le quinte. Stare davanti sarebbe una responsabilità che non mi sento di tenere sulle spalle. Mi piacciono più altri comparti. In questo senso è stato molto utile l’incontro con Filippo Scalisi che mi ha fatto da mentore insegnandomi tantissime cose.

Durante le riprese e nei momenti di allestimento è stato molto disponibile spiegandomi come funzionava ogni singolo pezzo del set, dove connettere i vari cavi, i nomi degli strumenti eccetera e mi ha fatto anche apprezzare l’essere assistente sul set. L’aver fatto da runner mi ha reso piacevole anche questo ruolo, non escluderei che in futuro possa cercare di nuovo una posizione simile lavorando quindi sul set e non solo nella post produzione.

ISHI beauty backstage aercast eva olcese e filippo scalisi

Cosa ti affascina della produzione cinematografica?

Far parte di qualcosa il cui risultato si vedrà più avanti e la possibilità di finanziare un film che credo ne valga pena. Il mondo della produzione è molto lontano dalla mia mente caotica e disorganizzata. Al Locarno Film Festival ho conosciuto una ragazza arrivata al mondo della produzione senza una formazione specifica in accademia (ognuno arriva da percorsi diversi, non è obbligatorio fare l’accademia cinematografica) ma da studi di economia alla Bocconi, quindi sicuramente una mente molto più inquadrata e logica della mia.

Forse, nonostante sia la cosa più lontana fra i tre percorsi, ne sono più affascinata. Al momento sto cercando corsi di color grading, anche se nelle accademie non si trovano indirizzi specifici ma solo masterclass e corsi intensivi di pochi giorni.

L’esperienza in AerCast ti ha permesso di scoprire di più del settore audiovisivo?

Sì, mi sarebbe piaciuto assistere ad un maggior numero di eventi, sono sicura che avrei potuto imparare ancora molto. Parlando di cose pratiche, al corso abbiamo avuto soltanto un’infarinatura su DaVinci Resolve, uno dei programmi più noti di video editing, ma con l’aiuto di Filippo ho iniziato a utilizzarlo con più confidenza e l’aver impostato da subito delle shortcut mi ha reso autosufficiente in pochissimo tempo.

Appunti backstage ISHI eva olcese

Cosa ritieni di aver imparato dal punto di vista pratico e dal punto di vista personale?

Beh, dal punto di vista pratico sicuramente a conoscere programmi come OBS Studio e Streamyard ed ad avere più confidenza con DaVinci e After Effects. Ma anche a stare su un set anticipando le richieste del regista senza aspettare le sue indicazioni ogni volta. Dal punto di vista mentale a chiedere, superando la mia timidezza iniziale.

Le domande sulle mie strade future rimangono aperte ma rimane anche la volontà di fare altre esperienze sul set: aver avuto la possibilità di fare questa esperienza è servita a rompere questo timore verso il set, verso la prima linea, e ad essere responsabile di quello che si sta registrando. Adesso mi sento più fiduciosa in me stessa ma c’è ancora molta strada da fare.

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