Premio Genova-Valéry 2026: il racconto video e fotografico dei finalisti a Palazzo Ducale

Ci sono eventi che si esauriscono nel momento in cui finiscono. E poi ci sono serate in cui l’aria rimane diversa ancora dopo, come se le parole avessero lasciato qualcosa nell’ambiente.

Il 12 giugno 2026, alla Stanza della Poesia di Palazzo Ducale, è andata in scena una di quelle serate. E noi eravamo lì, con le nostre camere e i nostri microfoni.

Il Premio Genova-Valéry e il Festival Parole Spalancate

Gaia Giovagnoli durante la presentazione dei finalisti del Premio Genova-Valéry 2026

Il Premio Genova-Valéry è uno dei riconoscimenti più attenti della scena poetica italiana contemporanea. Ogni anno valorizza opere capaci di distinguersi per qualità della scrittura, originalità della ricerca e profondità dello sguardo. Un appuntamento che nel tempo ha saputo ritagliarsi uno spazio significativo nel panorama letterario nazionale, contribuendo a promuovere il dialogo intorno alla poesia contemporanea.

L’edizione 2026 ha portato tre finalisti a confrontarsi con il pubblico e con la giuria nell’ambito del Festival Internazionale di Poesia Parole Spalancate: Lorenzo Babini con Stanze (Moretti & Vitali, 2024), Alessia Cusenza con Ljuba (Lamantica, 2025) e Daniele Giustolisi con La condizione dell’orma (Italic peQuod, 2025).

Tre libri differenti per temi, linguaggi e percorsi autoriali, accomunati dalla capacità di offrire una riflessione originale sul presente e sulle possibilità espressive della parola poetica. La selezione dei finalisti restituisce così uno spaccato significativo della poesia italiana di oggi, nelle sue molteplici forme e sensibilità.

Tre voci diverse, tre modi di abitare la lingua. Un’unica serata in cui la poesia ha smesso di stare ferma sulla pagina e ha cominciato a muoversi nella stanza.

Tre finalisti, tre universi poetici

Babini lavora sull’intreccio tra ricerca linguistica e tensione narrativa, con immagini nitide che interrogano il presente senza cercare risposte facili.

Cusenza costruisce una scrittura che attraversa memoria, corpo e perdita: fragile e feroce insieme, capace di trasformare l’esperienza personale in materia lirica profonda.

Giustolisi coniuga attenzione al reale e intensità emotiva, con testi che lavorano sul ritmo e sulle trasformazioni dell’identità contemporanea.

Ascoltarli presentare il proprio lavoro, in lettura e dialogo, ha restituito qualcosa che la parola scritta da sola fatica a trasmettere: il senso fisico di una voce che trova la propria forma.A chiudere la serata, Daniela Bisagno ha dialogato con Gaia Giovagnoli attorno al volume Lo spavento nella bellezza. La scrittura della ferita (Contatti, 2026), dedicato all’opera di Giovagnoli e vincitrice dell’edizione 2025 del Premio.

La nostra produzione video e foto per l’evento

Per questa serata AerCast ha curato la produzione fotografica e video a Palazzo Ducale: interviste ai finalisti, fotografia professionale dell’evento e contenuti video in formato verticale per la comunicazione social del Premio. Un lavoro pensato per documentare l’incontro in tutte le sue sfaccettature, valorizzando tanto il dialogo tra gli autori quanto l’atmosfera che ha accompagnato la serata.

Lavorare in un contesto come questo significa stare in ascolto prima ancora di stare dietro una camera. La poesia ha tempi suoi e documentarla richiede una certa delicatezza. Sapere quando avvicinarsi, quando lasciare spazio, come restituire in immagine quello che le parole hanno creato nell’aria. Significa osservare senza interrompere, cogliere dettagli, sguardi e momenti che spesso durano pochi istanti ma raccontano molto dell’esperienza vissuta da autori e pubblico.

Le interviste ai tre finalisti sono il cuore della nostra produzione: un’occasione per approfondire i temi delle loro raccolte, il loro rapporto con la scrittura e il significato di essere selezionati da un premio come il Genova-Valéry. Attraverso queste conversazioni emergono percorsi personali, processi creativi e riflessioni che aiutano a comprendere meglio il lavoro degli autori oltre la pagina scritta. Materiali che accompagneranno la comunicazione del Premio nelle prossime settimane.

Barbara Garassino durante la presentazione dei finalisti del Premio Genova-Valéry 2026

Perché la produzione video per eventi culturali richiede un approccio diverso

Gli eventi culturali non si documentano come una conferenza aziendale o un lancio di prodotto. Il ritmo è diverso, l’ambiente è diverso e soprattutto è diverso quello che il pubblico si aspetta di trovare sui canali di un festival o di un premio letterario.

La produzione video per eventi culturali a Genova, come in qualsiasi altra città, funziona quando riesce a trasmettere l’atmosfera oltre che i contenuti. Non basta riprendere chi parla: bisogna capire cosa sta succedendo nella stanza e trovare il modo di farlo sentire anche a chi non era lì.

È il lavoro che facciamo ogni volta che entriamo in un teatro, in una sala mostre o, come in questo caso, nelle sale di Palazzo Ducale.

Seguire il Premio Genova-Valéry vale la pena

In un panorama editoriale che spesso premia la visibilità più della qualità, il Premio Genova-Valéry sceglie di andare nella direzione opposta. Seleziona libri che forse non finirebbero sulle copertine dei grandi magazine, ma che hanno qualcosa di necessario da dire.

Serate come quella del 12 giugno dimostrano che la poesia, quando trova il contesto giusto, non è un genere di nicchia per pochi appassionati: è un modo di stare nel mondo che molte persone cercano, anche senza saperlo ancora.

Noi siamo stati lì. E ne valeva la pena.

Per approfondire visita il sito del Premio: https://premiogenovavalery.it/

Lavori su eventi culturali e hai bisogno di una produzione video e audio professionale a Genova? Scrivici: raccontiamo storie che meritano di essere ascoltate.

Subtitle for This Block

Title for This Block

Text for This Block

#aercast #aercastitalia #portraits

Continua la lettura sul nostro BlogCast

Nessun commento

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *